Fondazione Lucio Fontana

Cosa è materiale, cosa immateriale? Lucio Fontana, sin dal 1952, affronta temi di assoluta attualità e ne scrive a Pablo Edelstein.

“[…] lI valore di un uomo sta nel sapersi sacrificare rinunciando agli onori superficiali, e ai risultati celebrati dai suoi contemporanei, il valore sta nel sentirsi semplice, e nel valore morale [di un uomo] che lavora e pensa per potare a termine il suo compito terrestre di uomo. Io sono stanco, della vita ben poco m’interessa, se non fosse che è da vigliacchi troncarla, o meglio [se non avessi] la mia illusione di artista che mi suggerisce di continuare per ottenere qualcosa che sia più di una soddisfazione materiale, ma che dia la sensazione che contribuiamo al progresso dello spirito e dell’intelligenza che si incarna negli uomini, per continuare la sua evoluzione. Felici gli uomini che arriveranno a rinunciare alla materialità della vita. […]”
Lucio Fontana, lettera all’amico Pablo Edelstein, Milano 17 ottobre 1952 .

 

Lucio Fontana. Biografia.

Lucio Fontana (Rosario di Santa Fé, 1899 – Comabbio, 1968) è stato uno dei più importanti protagonisti della scena artistica internazionale del  XX secolo, mosso da un’inesauribile forza creativa che lo ha spinto a sperimentare sempre diverse forme e mezzi d’espressione.

Si forma come scultore lavorando nello studio del padre e studiando con Adolfo Wildt all’Accademia di Belle Arti di Brera. Si muove e lavora tra Milano e l’Argentina, dove è impegnato in commissioni pubbliche e private che gli valgono importanti riconoscimenti. Negli anni Trenta è tra i protagonisti della ricerca astrattista italiana ed espone in più occasioni le sue celebri sculture astratte alla Galleria del Milione di Milano. Contemporaneamente porta avanti la sperimentazione con la ceramica grazie anche al profondo dialogo che instaura con Tullio d’Albisola. A questo stesso periodo risalgono inoltre le collaborazioni con i maggiori architetti dell’epoca tra cui Figini e Pollini, BBPR e Luciano Baldessari.

Negli anni Quaranta si trasferisce in Argentina e fonda l’Accademia di Altamira a Buenos Aires dove insieme ai suoi studenti elabora quelle che sono in nuce le riflessioni e le teorie che accompagneranno la sua ricerca negli anni a venire e che trovano elaborazione  nel Manifiesto Blanco del 1946. Nel 1947 torna definitivamente a Milano, attorno a lui si riunisce un gruppo di artisti affascinati dalle teorie del Manifiesto. Sono anni di intense discussioni e attività che danno vita allo Spazialismo, sostenuto dai diversi manifesti programmatici del gruppo. Contestualmente Fontana conduce una  personalissima ricerca arrivando nel 1949 a “bucare” le tele, che titola Concetto spaziale. Proseguendo l’indagine intorno alla necessità di innovare il linguaggio artistico e alla ricerca di una dimensione nuova, una decina d’anni più tardi, compirà il rivoluzionario e iconico gesto del “taglio”. Al 1949 risale  anche una delle prove più innovative e radicali,  l’Ambiente spaziale a luce nera, presentato alla Galleria del Naviglio di Milano. L’opera diventa in questo modo l’effimera e personale esperienza dell’uomo nello spazio. Oltre ai celebri “Buchi” e “Tagli”, e alle “Sculture”, tra gli anni Cinquanta e Sessanta concepisce molteplici cicli di lavori: “Pietre”, “Barocchi”, “Gessi”, “Inchiostri”, “Carte”, “Olii”, “Quanta”, “Nature”, “Metalli”, “Fine di dio”, “Teatrini”, “Ellissi”, nonché altri “Ambienti spaziali” a cui lavorerà fino alla fine della sua vita. E’ tuttora protagonista di importanti mostre personali in istituzioni pubbliche e private in Italia e all’estero e le sue opere sono presenti nelle collezioni dei più prestigiosi musei mondiali. 

 

Fondazione Lucio Fontana, Milano.

Per iniziativa di Teresita Rasini Fontana, il 29 novembre 1982 nasce la Fondazione Lucio Fontana, eretta in ente morale con riconoscimento giuridico il 20 Giugno 1984 dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini (decreto n. 684).
Teresita ha voluto legare tutto il suo patrimonio artistico di oltre 600 opere alla Fondazione, di cui è stata presidente fino alla sua scomparsa nel 1995, ed ha avviato, insieme ad un gruppo ristretto di amici, un’attività di archiviazione attenta e puntuale dell’opera di Fontana, al fine di tutelare l’importante lavoro del marito.

Negli oltre quarant’anni di lavoro, prima come “Archivio” e poi come “Fondazione”, l’impegno di garantire l’opera di Fontana è sempre stato costante, per questo è stata istituita una Commissione Artistica interna per il riconoscimento e la registrazione delle opere autografe.

Il lavoro della Fondazione prosegue tutt’oggi con molteplici attività e, soprattutto, con lo stesso spirito entusiasta ed attento degli inizi, allo scopo di mantenere sempre vivo il ricordo di Fontana presso i suoi tanti estimatori ed amici.

Presidente: Paolo Laurini
Vice Presidente: Silvia Ardemagni
Consiglieri: Nini Ardemagni Laurini , Filippo Corbetta, Serena Monina, Maria Villa.


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www.fondazioneluciofontana.it