1966-1969 Equilibrio statico-dinamico

da "Antonio Scaccabarozzi - His work" di Wolfgang Vomm
testo in catalogo per la mostra presso la Städtische Galerie di Bergisch Gladbach

   Equilibrio Statico Dinamico del - 1966 è  ancora basato sul modo  di  dipingere della  tradizione astratta. "Diagonale"  (Fig. 13) dello stesso anno, è una pittura su tela rettangolare che ha la superficie dipinta da due toni (chiaro-scuro) che formano una linea diagonale di separazione che va dal lato superiore sinistro al lato inferiore destro. La meta destra è dipinta - di un monocromo grigio mentre la metà' sinistra di un bianco paglierino. Una struttura molto semplice  è  usata per  mostrare alcune questioni di importante senso estetico; l'identità della forma e le condizioni della sua relatività. Il rettangolo diviso da una linea diagonale  contiene due triangoli identici, uguali nel formato, nella superficie, negli angoli. Quello che li contraddistingue è la loro posizione nel rettangolo. Il triangolo  bianco  a sinistra sta alla base e  agisce  da fondamento. Appare assestato con le sue qualità dinamiche aperte verso  l'alto. Il triangolo grigio, oscilla in un punto e da' la sensazione opposta di movimento  e di instabilità. Questo succede anche perché questo grigio evoca una sensazione  di peso e di calma mentre  il bianco immateriale evoca sensazioni di non peso, di incorporeità. Un altro fatto è degno di attenzione. Che relazione c'è tra i due triangoli ? Sono entità uguali, posti una accanto all'altra, oppure il grigio sta contro uno sfondo che assomiglia a un triangolo.

   Conseguentemente Scaccabarozzi tratta qui temi di visualizzazione della relazione delle parti fra loro e in rapporto con l'insieme, tratta  con il peso dei toni e la posizione  loro  assegnata,  questioni di  forme che esplora  ripetutamente anche in altre serie di lavori. Nei due lavori monocromi Diagonale e Profilo eseguiti un anno più tardi Scaccabarozzi fa un ulteriore passo avanti. Il rettangolo blu, di piccolo formato, Diagonale  è ancora diviso diagonalmente, questa volta nella direzione che ·noi usiamo per scrivere, dal lato sinistro inferiore  verso la parte alta a destra e crea una sensazione di ascesa, di dinamicità lineare. Mentre la parte sinistra dell'opera con la sua superficie liscia e monocroma  pare galleggiare tranquillamente, la parte destra . ottiene persino un ritmo per via delle co­ ste verticali della carta. Tutte e due hanno delle somiglianze con il Diagonale del 1966 menzionato prima. Il materiale, la forma e la superficie sono identiche. La differenza è che in questo caso anche il trattamento del colore è diventato uniforme, monocromo. La differenziazione delle due metà, una vaga e più statica e l'altra viva e piena di colore, avviene soltanto dal cambiamento della struttura della superficie usando tutte e due i lati dello stesso materiale. La superficie rigata attiva la luce e fa in modo da rompere il colore blu in vari toni. L'uso giocoso  di entrambi i lati, l'esplorazione  della relazione degli effetti e della loro influenza interattiva, appare qui per la prima volta e riapparirà più tardi.

   Profilo già citato,  giustappone due campi rossi dello stesso formato. Anche la sensibilità di questo lavoro,  ha a che fare con il complesso equilibrio  di elementi  statici e dinamici.  Quando  l'osservatore cerca di mettere insieme le due parti dipinte che si presentano separate da uno "scompenso" verticale, si rende conto quali sono le caratteristiche che rivelano non solo le differenze, ma anche l'indipendenza delle due parti. l toni rossi sono così vicini che si potrebbe pensarli fusi in un· unico colore, ma sono anche abbastanza  differenti da  non poterli considerare appunto una unità omogenea. Entrambi le parti hanno una struttura distinta. La parte sinistra con i suoi bordi diritti e precisi, appare stretta e sigillata ermeticamente. L'altra parte con i bordi irregolari pare aperta e variabile. C'è un'interazione fra loro, una tensione, con poli di attrazione e di repulsione.

 

(traduzione di Anastasia Rouchota)